Le mie campagne, sono qualcosa di lontano dalla realtà.
Forse perché cinte di enormi querce, che sembrano stringersi fra loro ogni giorno di più per proteggere campi e animali, e non permettono di vedere lontano, le oscenità del mondo, ma solo in alto, il cielo.
O forse perché si estendono su un altopiano che termina improvvisamente, dove gli alberi rimangono avvinghiati ai dirupi solo per qualche sprazzo di radice e ciononostante, anche loro, quella terra non hanno intenzione di lasciarla.